Segreteria - A.N.P.I. - Savona
Sito ufficiale del Comitato Provinciale di Savona dell'A.N.P.I. - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
Nel sito si può trovare la Carta d'Identità dell'Associazione, gli estratti del giornale del Comitato Provinciale "iresistenti", discussioni e confronti politici, le attività e notizie sull'antifascismo savonese.
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............... Associazione Nazionale Partigiani d'Italia ................ ........................ Comitato Prov.le di Savona ............................

Appello dell'ANPI Provinciale di Savona - Luglio/Agosto 2010

E' in atto una evidente, gravissima, crisi della democrazia

 

Una crisi che assume in Italia caratteristiche particolari che si riflettono prima di tutto sul terreno sociale laddove, come dimostra il caso FIAT, si punta ad azzerare i diritti dei lavoratori, rendendo incerto il futuro e allargando il quadro di un precariato che, in tutti i settori, appare rappresentare la caratteristica portante del mondo del lavoro: mentre aumenta il numero dei disoccupati ed il fenomeno dell'emigrazione viene affrontato essenzialmente in termini di crescita del “lavoro nero”.

 

L'ANPI Provinciale di Savona ritiene proprio dovere lanciare un vero e proprio allarme sociale e civile e chiede a tutti i cittadini democratici di rendersi consapevoli del fatto che la crisi della democrazia, in Italia, si sviluppi prima di tutto sul piano culturale e  all'interno di vera e propria “logica di regime” attraverso la quale agiscono le forze della maggioranza di centrodestra.

 

E', però, nella “questione morale” che la crisi della democrazia trova il suo aspetto più importante.

 

La “questione morale”, un tema antico e ricorrente, che deve essere considerata pienamente quale “questione politica” e in quel senso va affrontata.

Oggi sembrano saldarsi, sotto questo aspetto, fenomeni particolarmente inquietanti con l'intreccio che emerge tra la ripresa di antiche associazioni segrete, come nel caso della cosiddetta P3 (filiazione dell'antica P2 di Licio Gelli: quella del documento di “Rinascita Nazionale” elaborato nel 1975 e con il quale si tracciavano le linee della controffensiva reazionaria cui abbiamo assistito nel corso di questi anni), la criminalità organizzata (è bene ricordare come il sen.Dell'Utri sia stato condannato, al secondo grado di giudizio, a sette anni per collusioni mafiose) il “classico” giro di tangenti (nelle forme più odiose, dell'elargizione di privilegi di tipo “privato” a personaggi politici : con  appartamenti pagati da “qualcuno”).

 

Ed è “questione morale” anche il tentativo di bloccare le indagini della magistratura e di impedire la pubblicazione delle notizie limitando per legge il lavoro dei giudici inquirenti e dei giornalisti.

 

Il sistema politico appare bloccato ed emerge la questione di una legge elettorale che, a nostro giudizio, deve essere cambiata nel senso di garantire il rispetto della volontà degli elettori consentendo loro di scegliere i parlamentari e la rappresentanza politica; serve, inoltre, il rilancio del Parlamento e di tutte le Istituzioni completamente mortificate oggi nelle loro funzione ma anche nel  fondamentale compito di espressione delle diverse sensibilità politiche, culturali, sociali del Paese.

Non servono, per un effettivo e radicale cambiamento, operazioni trasformistiche improvvisate da questo o quell'altro gruppo di potere, composto da persone pienamente corresponsabili nella costruzione della situazione di degrado della democrazia che ci allarma e che stiamo denunciando.

 

Il Comitato provinciale dell'ANPI di Savona richiama, prima di tutto, la necessità di una forte mobilitazione unitaria dal basso: sarà soltanto attraverso una forte mobilitazione e una presa di coscienza di massa che sarà possibile stimolare le forze politiche che hanno nel loro programma la difesa della Costituzione nata dalla Resistenza perché, operando al di fuori da divisioni che oggi apparirebbero perlomeno pretestuose, costruiscano urgentemente una alternativa.

Savona, Luglio/Agosto 2010                    

Sito web: www.anpisavona.it    e mail: anpisavona@alice.it    Facebook: Anpi Savona Comitato Provinciale

Comunicazione del 5 Agosto 2010

       ASSOCIAZIONE  NAZIONALE  PARTIGIANI  d’ITALIA

                             COMITATO  PROVINCIALE  DI  SAVONA

 

                                                             Ai componenti il Comitato provinciale

                                                             Ai Presidenti e Segretari di Sezione e,

                                                             loro tramite, ai Comitati di Sezione

 

Care Compagne, cari compagni e amici,

scusandoci per il ritardo, vi inviamo uno stralcio del verbale della riunione del Comitato provinciale del 18 Giugno 2010 relativo alle cooptazioni, operate a norma di Statuto, nel Comitato provinciale stesso ed alla elezione del Vicepresidente vicario:

 

“Omissis …. Sul punto 3) dell’Ordine del Giorno il segretario avanza le seguenti proposte di integrazione del Comitato Provinciale: Marco Chiriaco (Millesimo), Bruno De Benedetti (Mallare), Alfio Minetti (Carcare), Giocondo Gambetta (Albisola Superiore), Andrea Salvatico (Leca d’Albenga) in rappresentanza delle rispettive sezioni; e inoltre, come singoli: Franco Delfino (Carcare), Mauro Righello (Millesimo), Carla Siri (Varazze), Sergio Verdino (Valle di Vado), Patrizia Turchi (ideatrice del progetto “Adotta un articolo della Costituzione”.

Sul punto 4) propone come Vicepresidente vicario Nicola Isetta.

Le proposte di cooptazioni nel Comitato provinciale e quella relativa al vice presidente vicario sono messe ai voti: la prima è accolta all’unanimità, sulla seconda si astiene il compagno Isetta. .. Omissis …”

 

Oltre a questo, vogliamo richiamare ancora la vostra attenzione sulla gravissima crisi morale e politica che sta investendo il nostro paese e che porta con sé il rischio di una accelerazione dei processi eversivi che la destra al governo ha messo in atto. Nonostante il periodo, è necessario mantenere vigile l’attenzione di tutti gli antifascisti e per questo vi invitiamo a riprodurre e diffondere il  volantino allegato alla presente.

(La segreteria provinciale è a disposizione per chi non avesse la possibilità di riprodurre i volantini per proprio conto).

 

Prossimi appuntamenti:

·        dall’8 al 18 Agosto saremo alla Festa provinciale di Rifondazione Comunista “Costituzionalmente di Sinistra”  sul Lungomare di Zinola (Savona), con un nostro spazio autonomo dedicato alla Resistenza ed alla Costituzione;

·        allo stesso modo la nuova Sezione ANPI di Millesimo sarà alla Festa Democratica organizzata dal PD di Millesimo per i giorni dall’11 al 15 Agosto;

·        mentre la Sezione ANPI di Ceriale, nei giorni 28 e 29 Agosto - ore 16,00/24,00 -  organizza, nel Parco del Marchese di Toirano, una Festa fatta di Politica - Cultura -Gastronomia tipica locale - dedicata all’adesione all’ANPI dei giovani;

·         Domenica 5 Settembre, per la commemorazione del ricordo della battaglia di Monte Grande,  andremo, come ogni anno, a San Bernardo di Conio alla manifestazione organizzata dall’ANPI di Imperia. Chi è interessato a partecipare e vuole usufruire dell’organizzazione (pullman e  pranzo) dell’ANPI provinciale può contattarci all’indirizzo mail: anpisavona@alice.it, sul web: www.anpisavona.it, al telefono mobile: 3495506184.

 

In ultimo vogliamo ricordare ai Presidenti ed ai Segretari delle Sezioni che devono programmare le Assemblee Congressuali di Sezione in preparazione del Congresso provinciale e di quello nazionale che si terrà a Marzo 2011 a Torino. Tali assemblee dovranno iniziare a svolgersi a partire da Ottobre e la data prima di essere fissata dovrà essere comunicata alla Segreteria provinciale che deve stabilire il programma di partecipazione dell’Ufficio di Presidenza.

 

Fraterni saluti.                                                           La Segreteria provinciale

Savona, lì 5 Agosto 2010.

 

 da LA STAMPA del 17 Lug 2010

 

 

MILLESIMO

 

E' nata" una nuova

sezione dell'Anpi

 

E' stata costituita a Millesimo, giovedì alla presenza del Presidente del comitato provinciale Bruno Marengo, la nuova sezione Anpi "Millesimo-Alta Val Bormida". Il comitato di sezione ha già scelto, inoltre, i nuovi membri del direttivo, che saranno Marco Chiriaco (presidente), Daniela Minetti (vicepresidente), Silvana Ronco (segretario), Gianpiero Icardo e, in qualità di revisori dei conti, Ilaria Giribone, Alberto Longoni, Riccardo Righello e Riccardo Scaletta. La nuova sede Anpi nasce per raccogliere la richiesta di alcuni soci, iscritti in altri paesi ma residenti a Millesimo, Murialdo, Roccavignale e Calizzano.

Questo ha portato la neonata sede dell'associazione Partigiani a raggiungere già quota 25 iscritti. Nel discorso ufficiale della serata, Bruno Marengo ha poi ricordato come ancora oggi molti giovani aderiscano all' Anpi, e come grazie a questo semplice gesto scoprano pagine della storia del nostro Paese che non conoscevano. Mauro Righello, sindaco di Millesimo e Consigliere provinciale, intervenendo alla riunione ha sottolineato l'importanza della conservazione di una memoria condivisa,. [L.MA.]  

 

 

 

MILLE FIACCOLE NELLA NOTTE DI SANREMO

MILLE FIACCOLE NELLA NOTTE DI SANREMO

"Niente ombre contro la legalità"

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Accendi la legalità  spegni le mafie

Fiaccolata a Sanremo Giovedì 15 Luglio

“Accendi la legalità - Spegni le mafie”. Una risposta forte e chiara all’aggressione della criminalità organizzata contro la Liguria. Giovedì 15 luglio, a Sanremo, lo diranno tutti insieme cittadini, associazioni, organizzazioni di categoria, istituzioni, partiti politici.

Alle ore 21, infatti, nelle strade di Sanremo partirà  la “Fiaccolata per la legalità”: mobilitazione regionale popolare, civile e non violenta in cui brilleranno le torce e le candele di quanti hanno a cuore una società più sicura, libera e trasparente.

L’idea dell’iniziativa si è concretizzata a fine giugno, di fronte a all’escalation di eventi criminosi verificatisi nel Ponente ligure e di chiara matrice mafiosa, per  dare una risposta corale a questo preoccupante fenomeno.

(Matteo Lupi Coordinatore di Libera Liguria, a nome di tutte le associazioni e i partiti aderenti.)

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L’ ANPI  partecipa alla manifestazione

A nome dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e del Comitato di coordinamento fra le ANPI provinciali della Liguria, sento il dovere di esprimere piena solidarietà e partecipazione all’iniziativa assunta dalle forze democratiche liguri di manifestare pubblicamente, il prossimo 15 luglio a Sanremo, profonda preoccupazione per i ripetuti episodi di violenza e prevaricazione provenienti da organizzazioni criminali che, secondo accertamenti svolti da forze dell’ordine, segnalano la pericolosa presenza e l’attività nel territorio del ponente ligure, come è fra l’altro dimostrato dalla proposta di commissariamento del Comune di Bordighera.

È necessario che contro le inaccettabili manifestazioni di cui trattasi prendano decisa posizione non soltanto le forze dell’ordine, cui spetta istituzionalmente la tutela della legalità, ma si mobilitino anche, con concrete iniziative, le coscienze dei cittadini del ponente ligure, in nome dei valori di libertà, di dignità e di legalità che costituiscono il profondo sentire di un popolo che tradizionalmente non tollera attacchi e condizionamenti al suo vivere pacifico e democratico.

La comunicazione del presente messaggio è affidata all’On. Manfredo Manfredi, componente del Comitato Nazionale dell’ANPI e Presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza di Imperia.

(Raimondo Ricci, Presidente Nazionale ANPI)

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L’ANPI di Savona aderisce e partecipa alla fiaccolata per la legalità. Si invitano coloro che vogliono essere presenti a mettersi in contatto con i nostri recapiti, via mail: anpisavona@alice.it  - telefonici  019821855  - 3495506184, entro Martedì 13 mattino, se in numero adeguato sarà possibile organizzare il trasporto in pullman.

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ANPI  Comitato  provinciale di  Savona - Piazza  Martiri  della  Libertà  26r  17100 Savona

Sito web:  www.anpisavona.it  -  anpi  savona  comitato  provinciale  su  Facebook

 

partecipazione dell'A.N.P.I. Prov. di Savona allo sciopero del 2 Luglio2010

partecipazione dell'A.N.P.I. Prov. di Savona allo sciopero del 2 Luglio2010

 
Il Comitato provinciale ANPI di Savona ha deciso di partecipare alla manifestazione del 
2 Luglio c.a., organizzata dalla Camera del Lavoro di Savona in occasione dello Sciopero Generale indetto dalla CGIL (mentre per la maggior parte del Paese lo sciopero è il
25 Giugno, per Liguria-Toscana-Piemonte è il 2 Luglio) contro la manovra economica del governo che, ancora una volta, scarica tutto il peso della crisi sulle spalle dei soliti noti. In allegato la comunicazione della cgil di Savona sui mezzi che dal ponente e dalla valle bormida saranno a disposizione dei partecipanti.

RAI 3 del 28 giu 2010 - FESTA NAZIONALE ANPI - Ancona

Servizio di TG 3 sulla festa nazionale dell'ANPI ad Ancona

per vedere clicca sul Link qui sotto

Video Rai.TV - TG3 - Vecchi e nuovi partigiani in festa ad Ancona




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sono italiani, di Costituzione. Clicca sui nomi qui sopra

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da LA STAMPA 10 giu 2010

Interventi a difesa di Bottelli 



 

 

Tre nuove prese di posizione nell'acceso dibattito seguito all'attacco dell'ex sindaco, Marco Melgrati, all'avvocato Claudio Bottelli, presidente dell' Anpi alassino, accusato di aver pronunciato la frase «Berlusconi è un fascista» durante la Festa della Repubblica a Casanova Lerrone.

L’Anpi provinciale esprime a Bottelli «stima e affetto per le gravi e oltremodo offensive affermazioni rese del consigliere regionale Melgrati, che mal sopporta la denuncia del revisionismo storico che la destra usa per gettare discredito sulla Resistenza e sul suo frutto migliore: la Costituzione della Repubblica».

Il raggruppamento <<Altrocantiere-Sinistra alassina», dopo aver rilevato che Melgrati non era presente il 2 giugno, denuncia anch'egli un clima in cui «vengono tollerate e promosse manifestazioni di puro stampo fascista, come saluti, labari e altra paccottiglia». Il sindaco di centrodestra di Garlenda, Giuliano Miele, segnala infine una presunta «cancellazione» dall'elenco dei partigiani premiati del concittadino Lodovico Cappato di cui non si possono ignorare «i continui insegnamenti e la partecipazione alla guerra di liberazione». 

 

Nota dell'ANPI Nazionale - 9 giu 2010

Nota dell'ANPI Nazionale - 9 giu 2010

 




nota dell'A.N.P.I. Nazionale
Roma, 9 giugno 2010


La Costituzione, nata dalla Resistenza, regge democraticamente l'Italia da oltre 60 anni, l'inferno sarebbe cancellarla, ma questo è proprio il progetto del Presidente del Consiglio.

Siamo al punto di dichiarazioni irresponsabilmente plateali, ad una chiamata popolare al rigetto delle radici civili del Paese.

NON E' TOLLERABILE.

L'ANPI fa appello a tutte le coscienze responsabili, ai partiti, all'associazionismo democratico, alle forze sindacali, agli studenti, affinché si dia luogo ad una grande, civile mobilitazione  unitaria per dire NO alla deriva autoritaria in corso cui non si può assistere inerti e divisi.

ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia 

italiani, di Costituzione







 

 

 

 

da la Repubblica.it del 9 giu 2010

Berlusconi, nuovo attacco alla Costituzione
"Un inferno governare con queste regole"

Il premier torna ad attaccare la Carta: "Con questa architettura impossibile trasformare i progetti in leggi concrete". Bersani: "Su quelle pagine ha giurato, se non gli piacciono se ne vada a casa". L'Anm: "Così delegittima le istituzioni"

 

ROMA - Governare tenendo conto della Costituzione è un inferno. A meno di ventiquattro ore dallo sfogo davanti alla platea di Federalberghi, Silvio Berlusconi torna ad attaccare il sistema di pesi e contrappesi previsto dalla carta fondamentale.

Il governare e il fare le leggi "visto da dentro è un inferno", afferma il premier parlando all'assemblea di Confartigianato: "Non è che manchino le intenzioni o buoni progetti, ma è l'architettura istituzionale che rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete".

Immediata la replica del segretario Pd Pierluigi Bersani, intervistato in diretta a Repubblica TV: "Berlusconi ha giurato sulla Costituzione", ricorda Bersani, che al premier dice: "Se non ti piace, te ne vai a casa". Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, evoca il fascismo: "Solo nei modelli fascisti si può fare a meno delle regole costituzionali e del Parlamento". In campo anche l'Associazione nazionale partigiani, che in una nota "fa appello a tutte le coscienze responsabili, ai partiti, all'associazionismo democratico, alle forze sindacali, agli studenti, affinché si dia luogo ad una grande, civile mobilitazione unitaria per dire no alla deriva autoritaria in corso cui non si può più assistere inerti e divisi".

A sostegno delle parole di Berlusconi si è invece espresso Umberto Bossi, ministro per le Riforme: "La Costituzione è datata", ha confermato il Senatùr ai cronisti in Transatlantico. "La stiamo cambiando proprio per questo motivo".

Il premier è anche tornato sul progetto, caro a Tremonti, di cambiare l'articolo 41 della Costituzione per azzerare le autorizzazioni necessarie ad aprire un'impresa: "Vogliamo arrivare a un nuovo sistema in cui non si debbano chiedere più permessi, autorizzazioni, concessioni o licenze", ha detto, definendo i controlli previsti dalla Carta "una pratica da Stato totalitario, da Stato padrone che percepisce i cittadini come sudditi".

Ieri dal presidente del Consiglio era giunto un altro attacco ai vincoli che, a suo modo di vedere, gli impediscono di governare come vorrebbe. Tra gli altri, Berlusconi aveva citato i magistrati che, ricorrendo alla Corte costituzionale, ottengono l'abrogazione delle leggi. Oggi l'Associazione nazionale magistrati ha espresso "stupore e preoccupazione" per quelle dichiarazioni. "E' imbarazzante", dice l'Anm, "che il Capo del Governo interpreti continuamente come un complotto politico la semplice applicazione delle regole e il fisiologico funzionamento degli istituti di garanzia propri dei moderni Stati costituzionali di diritto". I magistrati italiani, conclude l'Anm, "non intendono lasciarsi trascinare in questa rissa verbale, ma hanno il dovere di denunciare gli effetti di delegittimazione delle istituzioni che tali imprudenti e reiterate dichiarazioni determinano".
(09 giugno 2010)

INDIRIZZI E INFORMAZIONI

COMUNICATO ANPI Nazionale

Comunicato:
REFERENDUM PER L'ACQUA PUBBLICA




  La posizione ANPI Nazionale  acqua28apr10
                           
                                                         Manifesto acqua

 






Sabato 10 e Sabato 17 Aprile 2010

Sabato 10 e Sabato 17 Aprile 2010


DUE GIORNATE DI IMPEGNATIVO LAVORO

 

Per due sabati consecutivi in questo mese di Aprile, il giorno 10 ed il giorno 17, l'ANPI provinciale ha organizzato momenti molto impegnativi di dibattito sui temi generali delle riforme e della difesa della Costituzione e su quelli, più specifici, della propria iniziativa e delle prospettive future dell'Associazione.

Due momenti che si possono ben inquadrare nel salto di qualità che l'ANPI, a livello nazionale come sul piano locale, sta tentando di attuare aprendo a tutti i democratici la possibilità di essere “parte” della sua vita interna e proponendosi come soggetto complessivo di riflessione politico-culturale, in un momento di crisi e di difficoltà della democrazia italiana.

 

Andando per ordine: sabato 10 Aprile, presso la sede dell'Istituto Storico della Resistenza, si è svolto un seminario sulle riforme costituzionali, con la presenza di esponenti delle forze politiche e delle associazioni culturali e di volontariato.

Si è trattato dell'atto di completamento del programma varato nello scorso mese di Dicembre e che prevedeva la manifestazione pubblica, svoltasi poi il 6 Febbraio al Teatro Chiabrera con la partecipazione di Antonio Pizzinato e di Raniero Lavalle e che ha fatto registrare un grande successo di partecipazione; il varo dell'iniziativa “Adotta un articolo della Costituzione” che prenderà il via a partire dal prossimo 25 Aprile; e, infine, proprio lo svolgimento del seminario di cui ci stiamo occupando.

Il dibattito, nel corso di questo seminario, ha ruotato attorno all'ampia relazione svolta dal prof. Andrea Mignone, docente alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Genova.

Introdotto da Franco Astengo, che si è soffermato sugli scopi culturali e di rapporto con l'agire politico di questo tipo di iniziative, il prof. Mignone ha sviluppato una ampia analisi del quadro di proposte di riforma costituzionale sul tappeto, sottolineando come “risulti decisivo il potere di costruzione dell'agenda politica” e come questo si intrecci con la crisi dei partiti e dell'insieme delle organizzazioni intermedie, rappresentando un punto di vera e propria difficoltà per la vita della democrazia italiana: rimangono in piedi, ha affermato il prof. Mignone, “partiti personali e partiti macro-regionali personali”, così le riforme finiscono con l'assumere un indirizzo rivolto all'asse personalizzazione/governabilità: verso, cioè, il prevalere delle linee portanti di analisi di una parte politica.

Esiste, insomma, un vero e proprio rischio di squilibrio rispetto al quadro della Repubblica disegnata dalla Costituzione del '48, che si cerca di forzare aggiornandola ad una presunta”Costituzione Materiale”.

Alla relazione del prof. Mignone ha seguito un ampio dibattito, cui hanno partecipato il sen. Umberto Scardaoni, il sen. Nanni Russo, il segretario provinciale dell'ANPI Samuele Rago, l'ex-assessore alla cultura di Celle Ligure Michele Beltrami, la consigliera comunale di Savona Patrizia Turchi, il coordinatore provinciale dell'ANPI Nico Isetta, la prof. Giuliana Cornetti, il presidente provinciale dell'ANPI Bruno Marengo, il rappresentante dell'ANPI di Villapiana Panaro, il segretario provinciale del PdCI Claudio Gianetto ed il sen.Giovanni Urbani.

In conclusione, il prof.Mignone ha cercato di individuare alcune tematiche sulle quali sviluppare ulteriormente la discussione, in particolare al riguardo del ruolo delle forme politiche (non si può sfuggire all'analisi della crisi dei partiti), delle funzioni del Parlamento (con specifico riguardo al tema del bicameralismo) e alla cosiddetta bozza Calderoli che presenta, a suo giudizio, una forma di “presidenzialismo mascherato” oltre alla questione della legge elettorale.

Il punto decisivo, però, rimane quello della messa in discussione del modello costituzionale, attraverso una sorta di ritorno al “partito dei notabili” mutuato dalla personalizzazione della politica: ed è su questo che occorrerà il massimo impegno di riflessione culturale ed anche di mobilitazione sociale per sventare un disegno che si presenta di vera e propria involuzione del quadro democratico.

 

Sabato 17 Aprile, presso la SMS di Legino si è svolto l'attivo dell'ANPI Provinciale.

 

Prima della relazione svolta dal presidente Bruno Marengo, sono state ascoltate tre comunicazioni su temi di grande attualità: Silvio Poggi ha illustrato la situazione, a quel punto, riguardante il “sequestro” dei tre medici di Emergency in Afghanistan; Roberto Melone ha presentato i referendum contrari alla privatizzazione dell'acqua; Patrizia Turchi ha illustrato il progetto di lavoro su “Adotta un articolo della Costituzione”. 

 

Nella sua relazione Bruno Marengo ha illustrato i punti sui quali l'ANPI è particolarmente impegnata nella lotta per la tutela dell'identità democratica, definendo l'Associazione la “coscienza critica della democrazia italiana”.

Marengo ha poi analizzato l'esito delle recenti elezioni regionali, soffermandosi sulla crescita del fenomeno dell'astensionismo che, a suo giudizio, colpisce anche una sinistra incapace di presentare posizioni chiare.

Quanto alle riforme, la più importante sarebbe ancora quella di attuare la Costituzione, sconfiggendo le idee di concentrazione del potere per il potere.

La destra si batte sul terreno della proposta.

Nel corso della discussione sono poi intervenuti, con diverse sfumature ma sostanzialmente d'accordo con l'analisi politica sviluppata dalla relazione: Bottelli, Pesce, Minetti, Milani, Brunetti, Ronco, Recagno, Noberasco, Lavagna, Verdino.

Nelle conclusioni Mauro Socini dell'ANPI Toscana, che rappresentava il Comitato Nazionale ha ribadito l'apertura dell'ANPI, attraverso l'avvenuta modifica dello Statuto, a tutte le forze che pensano di impegnarsi per lo sviluppo di una riflessione e di una crescita della partecipazione politica; ha espresso una forte preoccupazione per il delinearsi di ipotesi di Repubblica Presidenziale e ha annunciato come l'ANPI terrà il prossimo congresso nazionale nel Marzo del 2011.

UNA RAGIONE PER ESSERCI

UNA RAGIONE PER ESSERCI

 25 Aprile: la vera riforma è la difesa e l’attuazione della Costituzione

di Bruno Marengo

Presidente provinciale ANPI Savona

 

 

Invitare tutti a partecipare alle prossime manifestazioni del 25 Aprile significa porre l'accento, prima di tutto, sull’importanza di questa giornata: la più significativa della storia Repubblicana. Disponiamo di grandi ragioni per esserci: ricordare i martiri, i sacrifici immani di un popolo durante la guerra e la resistenza al nazi-fascismo, la liberazione e la conquista della democrazia. Disponiamo anche di ragioni legate all’attualità: combattere il revisionismo storico, una mala pianta con la quale s’intende distorcere la verità sulla nascita della nostra Repubblica, difendere la Costituzione. In questi ultimi tempi, infatti, più insistente, in nome delle “grandi riforme”, si è fatto l’attacco alle fondamenta della Carta Costituzionale.

Dopo che il Governo è riuscito a far approvare, con la fiducia, la diciannovesima legge “ad personam” (così ho letto sulla stampa, avendone perso il conto) ad uso e consumo del Presidente del Consiglio, è partita la campagna sulle “grandi riforme”: presidenzialismo, semipresidenzialismo, la “bozza Calderoli”, la “bozza Alfano”, la modifica della composizione della Corte Costituzionale con l’abbattimento del limite giuridico agli abusi del potere politico, la riduzione dell’autonomia della Magistratura, nessun riferimento sull’abuso da parte del Governo dell’uso dei mezzi di comunicazione pubblici e privati e via di questo passo. “Riforme” volte ad incrementare il potere del Presidente del Consiglio che già ne dispone e ne fa largo uso in misura inaudita.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato e promulgato l’ultima, contrastata, legge “ad personam” sul legittimo impedimento, scudo processuale volto a salvare il Presidente del Consiglio dai tanti processi pendenti a suo carico. Sarà la Corte Costituzionale, investita della questione, a stabilire se tale legge è o no compatibile con la nostra Costituzione. E’ già accaduto, in passato, che una legge “ad personam” promulgata dal Capo dello Stato fosse poi bocciata dalla Corte. Potrebbe di nuovo verificarsi con “il legittimo impedimento” che viola il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge ed evidenzia, ancora una volta, la mancanza di senso civico e di un’etica repubblicana da parte dell’attuale maggioranza governativa. Non credo sia utile chiosare sulla firma del Presidente della Repubblica, che ha agito secondo proprie valutazioni e prerogative, ma credo non suoni mancanza di rispetto il ricordargli che gli appelli alle riforme condivise, alla serenità, alla leale collaborazione tra politica a magistratura, suonano retorici e fuorvianti rispetto ad una realtà in cui il Presidente del Consiglio punta all’ultimo strappo populista ed autoritario. Questa è la questione di cui tutti i sinceri democratici devono avere coscienza per contrastare questa deriva, così grottesca ed al tempo stesso così pericolosa. La vera grande riforma è la difesa e l’attuazione della Carta Costituzionale. Le priorità non sono le “riforme” care al Governo ma, se si guarda all’interesse del Paese, sono ben altro. Basti pensare all’indifferenza dello stesso Governo agli effetti della crisi, all’incremento della disoccupazione, all’iniquità fiscale, al decremento dei salari, al precariato, alla liquidazione del diritto del lavoro, della scuola pubblica. Basti pensare alla discriminazione nei confronti dei lavoratori immigrati, al crescente razzismo. Su tutto questo, le opposizioni devono lanciare un messaggio forte e chiaro al Presidente della Repubblica e a tutto il Paese. Veniamo da una pessima esperienza: dopo aver stravinto le elezioni nel 2008, ha scritto in un interessante articolo Massimo Giannini, l’attuale Capo del Governo fece un discorso da “statista” in Parlamento, per chiedere la fiducia, poi celebrò con parole solenni il 25 Aprile. Abbiamo visto quali risultati hanno dato quelle buone ma false intenzioni. Ora la storia rischia di ripetersi, mentre avanza un disegno di normalizzazione dell’anomalia berlusconiana con una sua costituzionalizzazione. Ci troviamo in una fase di passaggio verso una forma di vera e propria “post-democrazia”. Le opposizioni non possono rischiare d’essere subalterne a tale disegno, facendosi invischiare nelle solite “dispute sulle presunte riforme”. Devono indicare una chiara strada alternativa nell’interesse del Paese, in difesa della democrazia, sulla quale chiamare all’impegno ed alla lotta i cittadini, e sono tanti, che ancora hanno a cuore le sorti della nostra democrazia, che vogliono uscire da questo “oblio della ragione”. L’ANPI nazionale si è detta convinta che con la politica di questa destra, che fa ormai da anni, in modo sempre più spregiudicato, del populismo il proprio strumento e dell’autoritarismo il proprio traguardo, non sono possibili né auspicabili compromessi che sarebbero in ogni caso destinati a cocenti delusioni. Si è rivolta alla coscienza critica di tutti gli italiani, anche agli elettori del centrodestra che non sono insensibili ai richiami di una democrazia compiuta, affinché diano un contributo concreto alla creazione, alla maturazione, di un’alternativa di governo.

Difendere la forma repubblicana così come sancita dalla Costituzione: ecco una ragione di grande attualità per esserci il 25 Aprile.

CHI SIAMO

CHI SIAMO


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 CHI SIAMO




L' Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) è stata costituita a Roma nel 1944, quando ancora il Nord Italia era sotto l'occupazione nazifascista, dai volontari che avevano partecipato alla guerra partigiana nelle regioni del centro. Dopo la liberazione di tutto il territorio nazionale essa si estese in tutto il Paese: anche al sud, dove gli episodi di resistenza erano stati sporadici, ma dalle cui regioni provenivano molti dei partigiani che avevano fatto parte delle formazioni del centro-nord e all'estero (Jugoslavia, Albania, Grecia, Francia). Intanto, il 5 aprile del 1945, essa era stata eretta in Ente morale. I suoi scopi - codificati dallo Statuto associativo - sono:
  • a) riunire in associazione tutti coloro che hanno partecipato con azione personale diretta, alla guerra partigiana contro il nazifascismo, per la liberazione d'Italia, e tutti coloro che, lottando contro i nazifascisti, hanno contribuito a ridare al nostro Paese la libertà e a favorire un regime di democrazia, al fine di impedire il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e di assolutismo;
  • b) valorizzare in campo nazionale ed internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall'azione dei partigiani e degli antifascisti, glorificare i Caduti e perpetuarne la memoria;
  • c) far valere e difendere il diritto acquisito dei partigiani di partecipare allo sviluppo morale e materiale del Paese;
  • d) tutelare l'onore e il nome partigiano contro ogni forma di vilipendio o di speculazione;
  • e) mantenere vincoli di fratellanza tra partigiani italiani e partigiani di altri paesi;
  • f) adottare forme di assistenza atte a recare aiuti materiali e morali ai soci, alle famiglie dei Caduti e di coloro che hanno sofferto nella lotta contro il fascismo;
  • g) promuovere studi intesi a mettere in rilievo l'importanza della guerra partigiana ai fini del riscatto del Paese dalla servitù tedesca e delle riconquiste della libertà;
  • h) promuovere eventuali iniziative di lavoro, educazione e qualificazione professionale, che si propongano fini di progresso democratico della società;
  • i) battersi affinché i principi informatori della guerra di liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni;
  • l) concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli;
  • m) dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.


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